N°192 - Panorama di Economia Immobiliare - Aprile 2018

SubTitle: COMPRAVENDITE E LOCAZIONI

PREZZI DELLE ABITAZIONI – ISTAT
Nel IV trimestre 2017, secondo le stime preliminari, l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB), acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,3% nei confronti dello stesso periodo del 2016 ( -0,8% nel III trimestre). La flessione tendenziale è dovuta al calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,5%, in attenuazione da -1,3% del trimestre precedente), mentre quelli delle abitazioni nuove rallentano, registrando una variazione nulla (da +0,5% del III trimestre). Il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo seppure in riduzione (-0,5%, da -1,8% del trimestre precedente). Su base congiunturale il lieve incremento dell'IPAB è dovuto unicamente ai prezzi delle abitazioni nuove (+0,7%), mentre quelli delle abitazioni esistenti risultano stabili. In media, nel 2017 i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,4% rispetto al 2016 (quando la variazione sul 2015 era stata pari a -0,8%), sintesi di un aumento dei prezzi per le abitazioni nuove (+0,1%) e di una diminuzione per quelle esistenti (-0,6%). Il tasso di variazione acquisito dell'IPAB per il 2018 risulta invece pari a -0,1%. Pur trattandosi del sesto anno consecutivo di flessione dei prezzi delle abitazioni, la diminuzione del 2017 è la più contenuta dal 2012 e si è manifestata in presenza della conferma dei segnali di ripresa dei volumi di compravendita. Rispetto al 2010, nel 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,1% (-1,4% per le abitazioni nuove, -20,5% per le esistenti).

I PREZZI DELLE CASE: IV TRIMESTRE 2017 – EUROSTAT
Secondo i dati dell'ufficio europeo di statistica in Europa i prezzi delle case continuano ad aumentare e nel IV trimestre del 2017, rispetto allo stesso trimestre del 2016, l'aumento è stato del 4,2% nell'Area euro e del 4,5% nell’Unione europea a 28. A trainare il mercato continentale sono Irlanda (+11,8%), Portogallo (+10,5%) e Slovenia (+10%), mentre l’unica in campo negativo è l’Italia con il -0,38%.

CASE, PREZZI NEL I TRIMESTRE 2018 – IDEALISTA.IT
Continua a cadere il valore nominale delle case di seconda mano in Italia, che segna un decremento dell’1,2% nel I trimestre dell’anno. Secondo i dati, il prezzo delle abitazioni è sceso fino a una media di 1.799 euro/mq dopo i mesi invernali e non si attenua la tendenza ribassista del mattone che fa registrare un -3,8% su base annua. E’ un dato che fotografa fedelmente l’andamento contrastato del mercato, con segnali di recupero nei grandi centri e nelle aree cittadine più richieste, mentre nei mercati provinciali si assiste alla svalutazione costante del mattone. La ripresa selettiva dei valori immobiliari è dovuta solo in parte a motivi economici e fa i conti con una fase di profonda trasformazione della società italiana, dove i nuclei familiari si sono ridotti, la popolazione invecchia e c’è un surplus di immobili di ampia metratura difficili da piazzare e concentrati nelle aree metropolitane e in provincia, tutti fattori che finiscono per pesare sull’andamento generale dei prezzi. Il trend negativo dei valori immobiliari investe tutte le regioni italiane, a eccezione del Piemonte (0,9%%) e del Trentino Alto Adige (0,1%). Tutte le altre regioni chiudono il trimestre in saldo negativo con i ribassi maggiori nelle Marche (-2,9%) e in Umbria (-2,3%); cali superiori all’1% in altre 9 regioni, guidate dal -1,9% di Lazio e Abruzzo. La Liguria si conferma la regione con i prezzi più elevati, a una media di 2.594 euro/m², seguita dalla Valle d’Aosta (2.426 euro/m²) e dal Trentino Alto Adige (2.406 euro/m²). La regione più economica è la Calabria, con 889 euro//m², davanti al Molise (1.009 euro/m²) e alla Sicilia (1.122 euro/m²).

NEI PRIMI TRE MESI DEL 2018 IL CALO DEI PREZZI SI È ARRESTATO SOLO AL NORD ITALIA – IMMOBILIARE.IT
In un quadro di compravendite in costante aumento e di un ritrovato senso di fiducia verso il mattone, i prezzi degli immobili residenziali non sembrano ancora giovare di questo trend e le oscillazioni rimangono in territorio negativo. Secondo l’Osservatorio sul mercato residenziale, relativo al I trimestre 2018, a livello nazionale i valori sono scesi dello 0,2% e il Nord Italia è l’unica area del Paese dove il calo sembra essersi arrestato, mentre nelle tre macro-aree i prezzi hanno perso lo 0,5% nei primi tre mesi dell’anno e, invece, il calo al Centro è più contenuto, con valori in discesa dello 0,3%. Se a livello nazionale il prezzo medio per l’acquisto di un immobile residenziale, a marzo 2018, è stato pari a 1.895 euro/mq, questo valore sale a 2.275 euro/mq al Centro e a 1.918 euro/mq al Nord; al Sud i prezzi sono più bassi e si spendono mediamente 1.583 euro/mq. Prosegue a inizio anno il cammino verso la ripresa dei prezzi immobiliari cominciato nelle grandi città già a fine 2017: i centri con oltre 250mila abitanti hanno visto infatti salire i valori delle abitazioni dello 0,3% in tre mesi; al contrario, continua la discesa dei prezzi nei capoluoghi con meno di 250mila abitanti, dove in un trimestre si è perso lo 0,7%. Le due diverse tendenze hanno ampliato la forbice dei prezzi medi rilevati in queste due realtà: nei grandi centri si spendono in media 2.547 euro/mq contro i 1.643 euro/mq delle città più piccole. Il 2018 è partito positivamente per quasi la metà dei capoluoghi italiani, che hanno chiuso il I trimestre con un aumento dei prezzi richiesti per le compravendite. Sono Venezia, Firenze e Bologna le tre città dove la risalita dei valori immobiliari è più evidente: nella Laguna i 2.861 euro/mq sono frutto di un aumento trimestrale dell’1,7%; nel capoluogo toscano, che con i suoi 3.580 euro/mq rimane quello più caro in assoluto, i prezzi sono cresciuti dell’1,6%; a Bologna l’oscillazione ha registrato il +1,5% (con una richiesta media di 2.697 euro/mq). Positivo anche l’andamento dei prezzi a Milano dove, a fronte di un aumento dello 0,6% in tre mesi, si è consolidato il sorpasso sui costi del mattone a Roma, città in cui si spendono in media 3.224 euro/mq (-0,2%) contro i 3.256 euro del capoluogo meneghino. Gli altri capoluoghi di regione in cui il 2018 è partito con oscillazioni dei prezzi in positivo sono Napoli (+0,3%), Trento (+0,6%), Aosta (+0,7%) e Trieste (+0,8%). Dall’altra parte, nei primi tre mesi del 2018 i valori sono scesi di oltre l’1% a Campobasso (-1,9%), Genova (-1,1%) e Torino (-1%). Più contenute le oscillazioni dei restanti capoluoghi di regione.


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