N°192 - Panorama di Economia Immobiliare - Aprile 2018

SubTitle: MUTUI

BANCHE E MONETA: SERIE NAZIONALI – BANCA D’ITALIA
In febbraio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 2,4% su base annua (2,7% in gennaio). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,8% (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,2% (2% in gennaio); i depositi del settore privato sono aumentati del 5,5% su base annua (come nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 19% (-16,7% nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 10,8% su base annua (erano diminuite del 9,2% in gennaio). I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,25% (2,27% in gennaio) e quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,44%. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,54% (1,42% in gennaio); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,99%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,08%, mentre i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,39%.

BAROMETRO: MARZO 2018 – CRIF
Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%), del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel I trimestre dell’anno a un calo complessivo del -8,9% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei tre trimestri precedenti, essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente. Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui. Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%). Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 euro verso quelle al di sopra dei 150.00 euro. Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali), a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e i 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017). Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe), mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. L’analisi prodotta da Crif sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa fra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale. Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani della popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.

OSSERVATORIO MUTUI – MUTUIONLINE.IT
Chi si aspettava che con il nuovo anno il trend dei mutui avrebbe preso un altro corso rispetto alle glorie degli ultimi due anni, ha dovuto ricredersi. Perché non solo i primi mesi del 2018 hanno confermato le condizioni favorevoli dei finanziamenti per la casa e il vantaggio di acquistare ricorrendo a un mutuo, ma hanno anche visto un superamento dei numeri da record registrati nei mesi precedenti. Uno dei fenomeni più interessanti che contribuisce ad accrescere la popolarità dei mutui è sicuramente quello dei tassi di interesse che non accennano ad alzarsi e, anzi, continuano a segnare nuovi minimi storici. Lo conferma il tasso fisso a 20 anni la cui migliore offerta, dopo essersi fermata per l’intero 2017 all’1,50%, ora ha toccato un nuovo record storico al ribasso portandosi all’1,40%. Ovvio quindi che, dando uno sguardo alle rilevazioni dell’Osservatorio, sembra di assistere a un vero e proprio déjà vu: le richieste di mutui a tasso fisso segnano nel I trimestre di questo anno il 78,6%, contro il 76% degli ultimi tre mesi del 2017. I tassi ai minimi si portano dietro la volontà da parte delle famiglie di approfittare della congiuntura positiva e garantirsi una sorta di assicurazione per il futuro: basti dire che il valore medio del tasso fisso sui mutui a 20 e 30 anni rilevato nel mese di marzo è pari all’1,92% (era 2,11% il mese di febbraio), l’ennesimo calo da un anno a questa parte. Da parte loro, le banche spingono sul tasso fisso per fidelizzare il cliente tagliando gli spread e riducendosi i margini di profitto, sicure tuttavia che a queste condizioni niente in futuro potrà essere offerto di meglio e indurre a cambiare banca. E così, dal lato delle erogazioni il dato rimane coerente, segnando i mutui a tasso fisso il 78% dell’offerta (era 76,8% nel IV trimestre 2017).


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