N°194 - Panorama di Economia Immobiliare - Maggio 2018
SubTitle: COMPRAVENDITE E LOCAZIONI
Il settore delle costruzioni mostra segnali di ripresa. Nel III trimestre i permessi di costruire, che solitamente anticipano la produzione, hanno registrato una variazione moderatamente positiva sia in termini di numero di abitazioni in nuovi fabbricati residenziali (+1%), sia di superficie utile abitabile residenziale (+0,2%). L’andamento dei permessi per nuova edilizia non residenziale è tornato vivace, con un forte aumento nel III trimestre (+14,4%), che segue la riduzione segnata nel II trimestre (-5%). Anche i dati di produzione mostrano segnali positivi, anche se di entità ancora modeste: nel trimestre novembre-febbraio l’indice de-stagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato rispetto al trimestre precedente (+1,3%), nonostante il forte calo congiunturale mostrato a febbraio (-2%), dovuto alle avverse condizioni climatiche. Nel IV trimestre del 2017 i prezzi delle abitazioni hanno registrato un lieve incremento rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e i prezzi delle abitazioni nuove continuano ad aumentare (+0,7%), mentre quelli delle abitazioni esistenti rimangono stabili.
L’INDICE DEI PREZZI DEGLI IMMOBILI: APRILE 2018 – IDEALISTA
Il prezzo delle abitazioni di seconda mano in Italia ha registrato una riduzione dello 0,1% nel corso del mese di aprile, attestandosi a 1.797 euro/mq e, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando il prezzo era di 1.874 euro/mq, il calo accumulato è del 4,1%. Il prezzo si è ridotto nella metà delle regioni italiane con i cali maggiori in Basilicata (-1,9%), Trentino Alto Adige (-1,3%) e Marche (-1,2%) e anche Campania ed Emilia Romagna hanno registrato una diminuzione pari all’1%. Dall'altro lato, Valle d’Aosta (1,5%) e Liguria (1,1%), segnano i rimbalzi maggiori, seguite da Abruzzo e Calabria, entrambe con un incremento dell’1%. La Liguria si conferma la regione più cara d’Italia, dove la richiesta media tocca i 2.622 euro/mq, seguita dalla Valle d’Aosta (2.463 euro/mq), che supera il Lazio con 2.423 euro/mq a livello di valori nominali. Sul fondo della graduatoria c’è sempre la Calabria con i suoi 898 euro/mq, davanti a Molise (1.006 euro/mq) e Sicilia (1.118 euro/mq). L’andamento prevalentemente negativo dei valori si riflette nel 57% delle aree provinciali monitorate, con le riduzioni più evidenti a Matera (-4,2%), Varese (-3,4%) e Ravenna (-3,3%);all’opposto, i rimbalzi maggiori si registrano questo mese a Frosinone (7,3%), Pavia (5,4%) e Belluno (3,7%). Il ranking delle province più care vede in testa Savona (3.439 euro/mq), seguita da Bolzano (3.139 euro/mq) e Imperia (2.708 euro/mq). Biella è sempre la più economica con 649 euro al metro quadro; seguono Caltanissetta (755 euro/mq) e Agrigento (806 euro/mq). Anche nei Comuni capoluogo c’è una leggera prevalenza di città in terreno negativo (54), rispetto a quelle in terreno positivo (45). Le variazioni di maggior rilievo interessano sempre i capoluoghi più piccoli e si sono registrate a Benevento (6%), Lodi (5,5%) e Agrigento (4,5%). Sul fronte opposto i cali maggiori interessano Belluno (-5,8%), Teramo (-4,7%) e Rieti (-4,6%). In un quadro tendenzialmente stabile la flessione dei prezzi è guidata dal calo di Milano, dove il prezzo medio delle case ha segnato un’inattesa battuta d’arresto del 2,6% ad aprile su marzo, interrompendo bruscamente un trend in graduale ripresa. Negli altri mercati i prezzi sono rimasti pressoché invariati, con oscillazioni minime tra il +0,2% di Palermo e Genova e il -0,4% di Bari e Genova; Roma e Napoli marcano un recupero dello 0,1% ma il calo prezzi si ferma. Nella graduatoria dei prezzi Venezia (4.326 euro/mq), è sempre prima di Firenze (3.566 euro/mq) e Bolzano (3.434 euro/mq). Biella con 727 euro/mq è al momento la più economica davanti a Caltanissetta (751 euro/mq) e Agrigento (858 euro/mq).
NEL 2018 CONVIENE COMPRARE CASA ANZICHÉ AFFITTARLA – IMMOBILIARE.IT
Nel I trimestre del 2018 i prezzi delle case stentano a risalire un po’ in tutta Italia a eccezione delle grandi città e il quadro che emerge è che quello di un buon momento per pensare all’acquisto. A far propendere per una simile conclusione è una particolare congiuntura di elementi: prima di tutto, a differenza dei prezzi richiesti per la vendita, i canoni di locazione stanno salendo più o meno dovunque; inoltre, nelle grandi città e nelle località turistiche la ricerca di un alloggio da affittare è resa più difficile dalle locazioni brevi, che molti proprietari preferiscono perché non comportano rischi di insolvenza (sebbene, a conti fatti, il guadagno non sia necessariamente superiore a una locazione tradizionale); a questi fattori si sommano poi i tassi a zero e i Btp al minimo grazie ai quali, a 8 anni dall’acquisto e ipotizzando un mutuo ventennale a tasso fisso con prezzi stabili, il bilancio propende nettamente in favore dell’acquirente piuttosto che dell’affittuario. Il discorso vale per la maggior parte degli immobili del Bel Paese, dal trilocale in centro a (soprattutto), il bilocale in periferia: il bilancio per l’acquirente è positivo in media per quasi 30mila euro. Ma le cose cambiano se la casa alla quale siamo interessati è di pregio e di ampia metratura: allora l’acquisto conviene solo se siamo sicuri che la occuperemo per un lasso di tempo superiore ai classici otto anni di un contratto di locazione, altrimenti il rischio è che il valore dell’immobile non aumenti abbastanza per ammortizzare i costi.
RIPARTE IL MERCATO DELLE LOCAZIONI – TECNOCASA
Nel 2017 i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +3,6% per i monolocali, +3% per i bilocali e +2,7% per i trilocali. Su tutte le tipologie si vede un segnale positivo, attribuibile prevalentemente a una diminuzione dell’offerta e a una migliore qualità della stessa. Tra le città che hanno registrato l’aumento dei canoni più elevato ci sono Bologna (+9%, +9,6% e +7,4%) e Milano (+5,9%, +5,8% e +5,4%). Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato (soprattutto in quelle realtà dove sta crescendo il fenomeno degli affitti turistici), è la migliore qualità della stessa; infatti, i potenziali locatari sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di affitto per le soluzioni di qualità ovvero ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. Cresce anche l’interesse per gli immobili arredati o parzialmente arredati e la presenza del riscaldamento autonomo è apprezzata perché consente una riduzione dei costi condominiali: i proprietari stanno recependo questa esigenza e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in miglioramento. Abbastanza invariata, nell’anno, la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 56,8% cerca la casa principale, il 37,2% lo fa per motivi legati al lavoro e il 6% per motivi legati allo studio; in lieve aumento la componente lavorativa e in ribasso la percentuale di chi ricerca la casa in affitto per scelta abitativa. Anche in questo anno tra coloro che hanno alimentato la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani e i monoreddito; a questi si aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede. Invece, il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo coloro che hanno la possibilità verso l’acquisto della casa. Una conseguenza di quanto detto sopra è la crescita del contratto a canone transitorio che passa dal 13,7% del 2016 al 16,9% nel 2017; anche il canone concordato è in aumento, portandosi al 27,3% poiché trova consensi tra proprietari e inquilini. L’analisi demografica di coloro che cercano una casa in affitto ha evidenziato che il 42,9% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni e il 41,9% è rappresentato da single, mentre le tipologie più affittate sono i bilocali (40,1%) e, a seguire, i trilocali (35%).
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