N°195 - Panorama di Economia Immobiliare - Maggio 2018
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A marzo 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni diminuisca dell’1,2% rispetto al mese precedente. Nello stesso mese la stima degli indici di costo del settore fa registrare una variazione congiunturale nulla per il fabbricato residenziale. Nella media del I trimestre di quest’anno l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni cala dell’1% rispetto al trimestre precedente e, su base annua, a marzo 2018 si registra una flessione del 4,7% per l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di marzo 2017), mentre si osserva una contrazione dell’8% per l’indice grezzo. Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,8% per il fabbricato residenziale.
LE SPESE INIZIALI PER CHI DECIDE DI AFFITTARE O COMPRARE CASA – IMMOBILIARE.IT
Decidere di trovare un tetto comune costa caro: secondo questa analisi la spesa iniziale per l’affitto di un bilocale ammobiliato arriva a 4.700 euro, mentre per chi al grande passo della convivenza vuole abbinare anche quello di un acquisto la somma di cui disporre è superiore a 64.000 euro. Questo è il quadro medio per l’Italia, ma le coppie che si trovano a cercare casa nelle grandi città devono tenere in considerazione cifre ben più alte perché qui, per la locazione, la liquidità necessaria all’inizio è di poco più di 7.000 euro, mentre per l’acquisto servono oltre 90.000 euro. I costi maggiori da sostenere per la locazione sono quelli legati al pagamento della caparra: prendendo in considerazione un bilocale con un canone di locazione da 600 euro al mese, la caparra sarà quindi pari a 1.800 euro (tre mensilità), mentre per la consulenza dell’agente immobiliare andrà corrisposto in media il 10% del canone annuo, in questo caso poco più di 700 euro; inoltre, nella maggior parte dei casi viene richiesto il primo mese di affitto anticipato, altro costo che si somma a quelli da sostenere nell’immediato. Se la cedolare secca, ormai ampiamente utilizzata dai locatori, ha permesso di azzerare i costi di registrazione dei contratti, le volture di luce e gas rappresentano un’altra voce di spesa: mediamente si richiedono circa 100 euro per il cambio dell’intestazione sulle bollette. Nel conteggio, infine, sono state inserite altre due possibili voci, quelle relative al trasloco con una ditta specializzata e quella legata all’acquisto di biancheria e oggetti per la casa, complessivamente stimate a 1.500 euro. Ciò che fa lievitare le spese di chi vive nelle grandi città è senz’altro il canone di locazione maggiorato: considerando un affitto medio da 1.000 euro al mese, tra caparra, agenzia immobiliare e primo mese anticipato le coppie devono mettere in conto una liquidità iniziale che supera i 5.000 euro; a questa si sommano le spese per volture, trasloco e primi acquisti, che fanno arrivare la somma necessaria a 6.800 euro. Chi, oltre che per la convivenza, si sente pronto anche per il grande passo di un acquisto immobiliare deve avere a disposizione una liquidità ben più elevata: considerando un immobile da 65 metri quadri e dal valore di 125.000 euro, la spesa maggiore è legata all’anticipo da corrispondere al rogito e alla liquidità necessaria all’accensione di un mutuo, mediamente pari al 30% del prezzo totale della casa (37.000 euro); a questo si somma la provvigione da corrispondere per la consulenza di un’agenzia immobiliare che, in questo caso, è pari a 3.700 euro (3% del valore); si aggiunge la spesa per il notaio, pari mediamente a 2.000 euro, e quella per la perizia e le spese di istruttoria per aprire le pratiche di mutuo, corrispondenti a una media di 900 euro. Se a tutto questo si aggiunge il costo del trasloco, quello per l’acquisto di mobili e arredamento, piccoli lavori di ristrutturazione e le volture, la cifra di cui le coppie devono disporre nell’immediato supera i 64.000 euro. Anche in questo caso chi decide di vivere nelle grandi città deve avere a disposizione una liquidità più alta: un bilocale costa mediamente 200.000 euro e questo fa schizzare i costi iniziali legati al valore dell’immobile a oltre 70.000 euro che, con l’aggiunta delle spese legate alla burocrazia e all’acquisto dei mobili, arriva a superare i 90.000 euro.
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