N°201 - Panorama di Economia Immobiliare - Novembre 2018

SubTitle: MUTUI

RAPPORTO MENSILE: OTTOBRE 2018 – ABI
A settembre 2018 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.728 miliardi di euro, è superiore di circa 4,6 miliardi all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.724 miliardi di euro. Dai dati al 30 settembre 2018 emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +2,1%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di variazione annuo risulta positivo da oltre 2 anni). Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni). Sulla base degli ultimi dati relativi ad agosto 2018 si conferma la crescita del mercato dei mutui e l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,2% su base annua. A settembre 2018 i tassi di interesse applicati ai prestiti alla clientela si collocano sui minimi storici. Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,58% (2,60% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,79% (1,85% ad agosto 2018, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i tre quarti sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,41% (1,55% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse), ad agosto 2018 si sono attestate su 40,5 miliardi di euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto ai 40,1 miliardi del mese precedente e in forte calo, -46,3 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In 20 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 53%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 48,3 miliardi, cioè diminuisce del 54,4%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,36% ad agosto 2018 (era 4,89% a fine 2016). In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine), sono aumentati, a settembre 2018, di circa 51,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,6% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 48 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -16,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni), registra a settembre 2018 una variazione su base annua di +0,2%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a 1.723 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 174 miliardi. A settembre 2018 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie), è pari in Italia allo 0,71%, toccando un minimo storico, (0,72% nel mese precedente), ad effetto: del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), pari a 0,40% (0,40% anche ad agosto 2018); del tasso sui Pct, che si colloca a 1,34% (1,34% anche ad agosto 2018); del rendimento delle obbligazioni, pari a 2,43% (2,50% ad agosto 2018). Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a settembre 2018 risulta pari a 187 punti base (188 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

BANCHE E MONETA: SERIE NAZIONALI – BANCA D’ITALIA
In settembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 2,9% su base annua (2,6% in agosto). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,8% come nel mese precedente, mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,9% (1,2% in agosto). I depositi del settore privato sono aumentati del 4,6% su base annua (4,3% nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 13,8% (era diminuita del 14% nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 22,7% su base annua (-20,8% in agosto), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione. I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,16% (2,21% in agosto); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,27%. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,45% (1,55% in agosto); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,98%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,01%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,39%.

MUTUI E SURROGHE: SEGNALI POSITIVI DAL MERCATO: LE RICHIESTE IN CRESCITA ANCHE NEL MESE DI OTTOBRE (+5,7%) – CRIF
Le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di Crif relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), in ottobre segnano un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a +5,7%. Il mese di ottobre si caratterizza positivamente anche per il consolidamento della crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 128.255 euro (+2,6% rispetto al corrispondente mese del 2017). Dall’inizio dell’anno in corso il numero maggiore di richieste (il 29,6% del totale, per la precisione), si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 euro. Aggregando le classi di importo più contenuto emerge che quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100.000 euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali che consentono alle famiglie di contenere l’esposizione debitoria per finanziare l’acquisto della casa. Invece, per quanto riguarda la distribuzione dei mutui richiesti per classe di durata, si conferma la preferenza degli italiani per i piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano a spiegare il 26,1% del totale delle richieste, in crescita di +1,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. Complessivamente, oltre il 70% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni mentre quelle con durata inferiore ai 5 anni, dove tipicamente si concentrano i mutui di sostituzione, hanno un peso pari solamente allo 0,6% del totale, valore dimezzato rispetto alle rilevazioni del 2017 essendosi ormai stabilizzato il fenomeno delle richieste di surroghe. In merito all’età del richiedente, infine, la fascia d’età compresa fra i 35 e i 44 anni rimane maggioritaria, con una quota pari al 34,5% del totale, seppur in leggero calo rispetto al 2017 (-0,6 punti percentuali). Le altre classi di età non mostrano variazioni sostanziali a eccezione di quella compresa tra i 25 e i 34 anni, che cresce di +0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando a una incidenza pari al 25% sul totale. Sebbene il peso delle fasce di popolazione più giovani stia progressivamente crescendo rispetto al recente passato, solamente il 27,4% delle richieste risulta presentato da persone con meno di 35 anni.


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