N°48 - Report CSEI-Tecnoborsa Settembre/Ottobre 2016
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![]() Nel II trimestre del 2016 i dati relativi al mercato immobiliare italiano mostrano un consolidamento della forte dinamica espansiva già espressa nel I trimestre, con un +21,8% che migliora il già consistente +17,3% della rilevazione precedente. Si tratta di un dato in qualche misura in controtendenza, soprattutto per la sua intensità e per l’accelerazione che imprime alla dinamica tendenziale, rispetto alle informazioni sull’andamento complessivo dell’economia italiana e degli indici di fiducia di imprese e famiglie. I fattori alla base di questo nuovo dato positivo, relativamente alle quantità scambiate nel mercato immobiliare italiano, sono da ricondursi soprattutto al permanere di tassi di interessi sui mutui particolarmente bassi e alla discesa dei prezzi nominali intervenuta negli ultimi trimestri, come registrato dall’Istat. Da notare che cresce l’interesse per le stanze singole in affitto in Italia: le ricerche da parte degli utenti hanno avuto un incremento del 48%. Invece, dall’indagine sugli italiani e il risparmio emerge chiaramente la distanza tra dati di fatto positivi e la ripresa di timori per le prospettive future. Da una parte ci sono elementi che dovrebbero sostenere una nuova fiducia: il Pil cresce per il secondo anno di fila; gli ottimisti sul proprio tenore di vita sono più numerosi dei pessimisti; aumenta il numero di coloro che riescono a risparmiare; lentamente si rimargina l’emorragia di consumi e anche l’immobiliare appare in ripresa. Dunque, mediamente, gli italiani stanno meglio di 2-3 anni fa. La dinamica degli investimenti immobiliari segna comunque una crescita per il secondo anno di fila; se nel 2006 la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l’investimento ideale era il 70%, percentuale scesa progressivamente fino al 24% nel 2014, nel 2015 risale di ben 5 punti e nel 2016 arriva al 30%. Inoltre, i primi 9 mesi del 2016 confermano il consolidamento, in atto ormai da tre anni, delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane che fanno registrare un positivo +11,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi emerge in modo chiaro anche dal confronto tra il dato relativo ai primi 9 mesi del 2016 e il corrispondente periodo degli anni precedenti, seppur permanga ancora un piccolo gap da colmare rispetto al biennio 2009 e 2010. ![]() | ||
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